Fare bene la differenziata anche fuori casa: gli errori comuni

La raccolta differenziata è ormai un dovere morale per ogni cittadino che rispetti la propria città e anche se stesso. Distinguere correttamente i rifiuti e disporli negli appositi bidoni fa bene all’ambiente, certo, ma fa bene soprattutto alla comunità e contribuisce a rendere il pianeta un luogo abitabile e sicuro in cui far crescere i propri figli.

Tutti i cittadini dovrebbero impegnarsi per una corretta differenziazione dei rifiuti, sia in casa sia fuori casa. Spesso però, gli addetti al servizio di nettezza urbana registrano alcuni errori comuni a causa dei quali parte della raccolta differenziata urbana potrebbe risultare compromessa.

Ciò che molti non sanno, infatti, è che quando un rifiuto viene gettato all’interno del bidone errato difficilmente potrà essere recuperato e rimosso manualmente in tempi brevi. Quando ciò accade, potrebbe essere sottoposto ai trattamenti che precedono il riciclo, come lavaggio e pressatura, insieme a tutti gli altri rifiuti di una stessa categoria, inquinando la partita. In questo modo, verrà compromessa la possibilità di riciclare anche grandi quantitativi di plastica o carta, ad esempio, e l’impegno di tutti, dai cittadini alle imprese addette allo smaltimento, risulterà vano.

Vediamo quindi quali sono alcuni degli errori più comuni commessi dalla cittadinanza e come prevenirli.

Mozziconi e chewing gum dove si buttano?

Il primo errore commesso dai più è quello di buttare i mozziconi di sigaretta o sigaro e le chewing gum per terra. Purtroppo si tratta di due dei rifiuti più difficili da smaltire ma anche di due dei rifiuti più diffusi al mondo.

Ogni anno infatti, vengono gettati in strada ben 5,5 bilioni di mozziconi di sigarette senza considerare che una sola cicca impiega da uno a cinque anni per decomporsi.

Il fenomeno è ancora più grave di quanto si possa immaginare perché una gran parte dei 5,5 bilioni annui viene abbandonata sulle spiagge da parte dei bagnanti convinti che, sotterrando il mozzicone in profondità, questo svanirà magicamente nel nulla. Così non è: l’anno successivo lo ritroverete a galleggiare di fianco a voi in mare, statene pur certi!

Che dire poi delle chewing gum: nella sola città di Roma si conta che vengano consumate e gettate in terra ben 300 mila gomme da masticare ogni giorno. Quanto tempo è necessario perché si decomponga? Almeno cinque anni ma pare che questa sia una stima estremamente buonista.

Quindi, dove buttare mozziconi e chewingum quando si è fuori casa? Negli appositi contenitori raccolta differenziata naturalmente. Nel caso di sigarette e sigari, i Comuni dovrebbero dotare gli spazi urbani anche di posacenere da esterni con o senza sabbia. In alternativa, laddove non presenti, il cestino giusto in cui gettare gomme da masticare e mozziconi spenti è quello dei rifiuti indifferenziati, ovvero i rifiuti non riciclabili a cui non può essere data nuova vita, anche se i più recenti studi della biochimica sono dedicati anche all’ideazione di filtri per sigarette biodegradabili. Attendiamo e speriamo!

Bidone pieno? Lo appoggio sopra!

Anche questo è un errore comune commesso in strada così come in spiaggia e nei parchi pubblici, insomma in spazi urbani caratterizzati da un elevato passaggio di persone.

Se il cestino dell’immondizia è pieno il rifiuto viene abbandonato sopra, a lato o ai piedi del bidone senza però considerare che basterà una minima folata di vento per disperderlo nell’ambiente, rendendo vana anche la migliore delle intenzioni.

Che fare quindi? Conservare il rifiuto in borsa o in mano, fare due passi e raggiungere il prossimo bidone libero più vicino! Si tratta di una semplice norma di buon senso.

Confondere i colori dei contenitori della raccolta differenziata

Ultimo ma non ultimo è il problema dei colori: molti, infatti, non hanno ancora ben chiaro il significato di ciascun colore e conferiscono erroneamente i rifiuti per pura ignoranza. Per ovviare a questa problematica bisognerebbe educare i cittadini sin dalla tenerissima età e spiegare loro che: il blu indica la raccolta della carta; il verde quella del vetro; il giallo plastica e multimateriali; il turchese i metalli; il marrone i rifiuti organici; il grigio i rifiuti indifferenziati.

I colori, così come le norme per il conferimento dei rifiuti, sono uguali in tutti i Comuni d’Italia secondo quanto previsto dalla norma UNI 11686. Dunque, il margine d’errore è davvero basso se si ricordano queste poche e semplici regole!

L’impegno di tutti può fare la differenza: basta solo provarci!