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IL PENSIERO DELLO PSICOLOGO ROBERTO CAVALIERE «LA COPPIA SCOPPIA SE ARRIVA OTELLO...»
"Amore vuol dir gelosia", cantava Adriano Celentano in una vecchia canzone e non aveva torto. Anzi, all'inizio di un rapporto le vampate di gelosia sono del tutto normali, se non salutari per la coppia. Cosa diversa è quando la gelosia diventa un'ossessione che ci divora dentro e che non ci dà tregua. Per curarsi, in molti casi, bisogna rivolgersi ad esperti come Roberto Cavaliere ( nella foto in basso ), psicologo e psicoterapeuta spesso ospite di note trasmissioni televisive. Cerchiamo di capire con lui quando da sentimento normale la gelosia si trasforma in vero e proprio "mal d'amore".
Che cos'è la gelosia? Un sentimento che come tale va accettato e che accompagna tutte le relazioni umane. E' presente in maniera sostanziale nella fase iniziale del rapporto e tende ad affievolirsi con il consolidamento della coppia, ma non deve mai venir meno. Anzi la mancanza di gelosia è indice che qualcosa nella coppia non va, che non si teme più di perdere il proprio partner. Uomini e donne sono gelosi in modo uguale? No, in maniera diversa. La gelosia ha in sè due componenti. La prima è il senso della perdita e dell'abbandono che vengono generalmente vissuti dalla donna, più introspettiva e legata all'affettività . La seconda è il senso narcisistico della rivalità , per il quale si teme che un antagonista possa sottrarci l'oggetto del nostro amore. Questa gelosia viene generalmente vissuta dall'uomo. Quando la gelosia può essere vissuta come arricchimento? Quando la si accetta come un'emozione che ci aiuta a crescere nella nostra individualità . Nella coppia dovrebbero essere presenti in equilibrio i concetti di "io", "tu" e "noi". Quando sono presenti solo l'"io" e il "tu", ci sono due identità troppo forti, con poca progettualità . Quando c'è solo il "noi" c'è un tipo di rapporto fusionale, dove ognuno perde una parte di se stesso. In questi casi l'ingresso di un terzo elemento nella coppia ha la possibilità di mostrare che l'altro, il partner, non ci appartiene e che siamo due esseri separati. La gelosia tende a individualizzare. E la gelosia malata? Ne esistono di due tipi: la gelosia ossessiva nella quale si ha un comportamento sospettoso nei confronti del partner, si teme di perderlo, ma si ha piena adesione alla realtà . Mi spiego. Il soggetto si rende conto che sta esagerando, che non ci sono reali avvisaglie di tradimento, ma ha un comportamento irrazionale, ossessivo compulsivo, che non riesce a modificare. Questo tipo di gelosia è curabile e in genere chi viene in terapia lo fa perchè vuole guarire. Esiste poi la gelosia patologica, o "Sindrome di Otello", nella quale il soggetto ha completamente perso l'adesione alla realtà e non ha alcun dubbio sull'infedeltà del partner. Il suo obiettivo è quello di strappare, in qualunque modo, una confessione del tradimento. Paradossalmente quando questo accade il geloso si sente meglio. Questo tipo di patologia è difficilmente curabile e in genere chi viene in terapia lo fa perchè cerca nello psicologo un alleato, qualcuno che gli dia ragione. Ci racconta il caso di qualche suo paziente affetto dalla Sindrone di Otello? Ricordo il caso di una donna affetta da questa patologia. Il marito era in un letto d'ospedale, malato terminale di cancro. Ebbene questa donna ha passato gli ultimi mesi di vita del marito a cercare disperatamente le prove dei suoi tradimenti passati. Purtroppo quando capitano casi di questo tipo c'è davvero poca speranza di guarigione.