Massimo Tortorella su aggiornamento professionisti sanitari

Riceviamo e pubblichiamo questo approfondimento dal blog di Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi. Quanto conta l’aggiornamento per un professionista sanitario? E non solo per una questione di serietà, ma per offrire sempre maggiore serenità e sicurezza ai propri pazienti. Purtroppo non tutti i camici bianchi la pensano così: proprio in questi giorni, un odontoiatra è stato multato dall’Ordine dei medici a causa del suo mancato percorso di aggiornamento professionale. La sospensione arriva dalla Commissione Albo di Aosta e, seppur si parla di una sanzione ridotta da 6 a 3 mesi, è ufficializzata e confermata in secondo grado dalla Commissione Esercenti Arti e Professioni sanitarie-CCEPS. A richiedere espressamente ai medici di ‘stare al passo coi tempi’, è la legge Lorenzin 3/2017 (ma già se ne parlava nel decreto legislativo 138 del 2011), dove la mancanza di aggiornamento viene equiparata ad un vero e proprio illecito disciplinare. Si tratta di una vicenda che, a quanto pare, non rappresenta un caso isolato, come spiega Massimo Tortorella, presidente del Gruppo Consulcesi che da oltre 20 anni si occupa di offrire formazione ai camici bianchi: “Le sanzioni sono ormai la regola, sia in Paesi Ue come la Francia, dove l’odontoiatra in questione lavorava ed era già stato sanzionato, ma anche in nazioni extra Ue come l’Albania, dotata di una legislazione molto stringente in materia anche attraverso l’utilizzo di tecnologie avanzate come la Blockchain che consente di avere un ‘registro’ sempre aggiornato ed immodificabile”. Ma quindi, cosa fare per incentivare i professionisti sanitari ad aggiornarsi e formarsi? A offrire una strada virtuosa è ancora il presidente del Gruppo Consulcesi: “La strada per evitare di incorrere in meccanismi sanzionatori – dice Massimo Tortorella – è sicuramente quella della formazione, in particolare attraverso le innovative modalità di Formazione a Distanza (FAD). Bisogna, però, aiutare i camici bianchi ad investire nella loro professionalità attraverso incentivi e meccanismi premiali, anche a livello di carriera, per chi dimostra di essere in regola con l’obbligo ECM”. Il caso dell’odontoiatra sanzionato – denunciato già nel 2012 da una paziente che ha lamentato danni subiti a causa del lavoro mal svolto dal professionista sanitario – deve far aprire gli occhi ai tanti medici che credono che l’aggiornamento e la formazione siano quasi una perdita di tempo. Da parte di Fausto Fiorile, presidente dell’Associazione Italiana Odontoiatri (AIO), il messaggio arriva forte e chiaro: “chi non si forma costantemente non può definirsi un buon medico”.