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MILANO

Multiutility, prende vita il colosso lombardo La benedizione della Regione, «nuovi servizi all’insegna della continuità e del legame con il territorio», e la soddisfazione dei sindaci

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Allearsi per competere, andando oltre i «campanili». L’obiettivo all’orizzonte, il miglioramento dei servizi e il radicamento sul territorio.

Si è focalizzato su questi punti il convegno di mercoledì 12 settembre al Pirellone dove si sono accesi i riflettori sul «caso Acsm Agam» e sull’aggregazione di società pubbliche presenti in cinque province della Lombardia.

Un’operazione che porterà alla formazione del colosso lombardo delle multiutility.

L’aggregazione, sotto la regia di A2A (socio di riferimento) vede protagoniste le ex municipalizzate di Monza, Varese, Lecco, Como e Sondrio.

La nuova realtà ha ricevuto la benedizione della Regione. Dal presidente Attilio Fontana e dagli assessori a Ricerca, Sviluppo e Innovazione ed Enti locali, Montagna e Piccoli comuni, Fabrizio Sala e Massimo Sertori.

«E’ la strada giusta ed è giusto il metodo. Ancora una volta la Lombardia dà l’esempio: nuovi servizi all’insegna della continuità delle aziende e del legame con il territorio che viene tutelato, così come il personale - ha osservato Fontana - Del resto, la base dell'eccellenza nell'economia moderna è fondata sulla messa in rete delle competenze». Positivo anche il commento del vicepresidente Fabrizio Sala: «Un traguardo notevole per essere più competitivi in ambito nazionale e internazionale, mentre la Regione conferma di essere vicina ai Comuni e alle imprese», mentre Massimo Sertori ha aggiunto: «Siamo davanti a un progetto importante, non facile. Mi è piaciuto l’approccio “federale” che ha accompagnato questa operazione: varie realtà coordinate dalla presenza molto forte di A2A».

Tempi maturi«E’ un’idea nata a inizio 2017 quando ci si è resi conto che erano maturi i tempi per un’alleanza territoriale delle ex municipalizzate radicate sul territorio lombardo - ha spiegato Gianpaolo Chimenti, dello studio Pwc Tls avvocati e commercialisti, l’advisor che ha seguito l’operazione - Ingredienti e obiettivi erano di assoluto rilievo: mantenere la competitività delle aziende, la capacità di sviluppo e investimenti, l’idea di innovazione e di rimanere sempre al passo della tecnologia. Per non parlare del bacino servito, 900mila abitanti, e delle dimensioni della nuova realtà, circa 850 dipendenti. E in ultimo, ma aspetto non meno importante, la considerazione che la maggioranza del capitale sociale rimane in capo ai Comuni. Insomma, una realtà economicamente forte, ma quotata in borsa, con il socio di riferimento A2A che ha il compito di coordinare il piano industriale».La soddisfazione dei sindaci

Intanto sindaci e amministratori gongolano. «Abbiamo una quota minima, ma ce la teniamo stretta. I servizi offerti da A2A a Bergamo sono sotto gli occhi di tutti: siamo un piccolo gioiello di smart city», ha commentato il sindaco Giorgio Gori. Un concetto ribadito dal collega di Monza, Dario Allevi: «Ci aspettiamo tantissimo da questa nuova realtà. Del resto, in questi anni Monza e Como hanno collaborato benissimo. Le nostre aspettative sono legate soprattutto alle opportunità della smart city: mobilità dolce, colonnine elettriche, pubblica illuminazione, teleriscaldamento. Quindi, servizi per i cittadini. Certo, anche i dividendi non sono un fattore secondario». La chiusura per il sindaco di Lecco e presidente di Anci Lombardia, Virginio Brivio: «E’ una sfida importante, non ancora del tutto vinta. Rimaniamo agganciati al territorio. Era fondamentale non essere fagocitati da A2A, ma abbiamo bisogno di un abito su misura apposta per noi: abbiamo un bacino di 300mila abitanti, ma con il turismo, il discorso cambia».

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Autore:czi

Pubblicato il: 17 Settembre 2018

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