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MILANO

I furbetti del cartellino alla fine la fanno pure franca L’amico del popolo di Roberto Poletti

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Vanno di moda in televisione le trasmissioni che parlano dello scandalo dei furbetti del cartellino. Gente con la fortuna di avere un posto fisso e il coraggio di timbrare il badge per poi andare a fare la spesa e godersi la vita, anziché lavorare per davvero. Di fronte a un campionario sempre più vasto di vergognosi episodi di truffa ai danni dello Stato (i nostri sono quasi tutti dipendenti della pubblica amministrazione, un settore dove proliferano i lazzaroni, a fronte comunque di tanta gente che ancora si ostina a fare il proprio dovere), la risposta dei telespettatori e dell'opinione pubblica è di sdegno. Ma non basta. Perché alla fine il problema rimane e si ripete. E sapete per quale motivo? Gli imbroglioncelli la fanno praticamente sempre franca, alla faccia dei proclami del governo, che aveva promesso di debellare il fenomeno. Bravi avvocati, esperti nel far valere le scuse più assurde e qualche giudice di manica larga oltre a leggi poco chiare consentono di riabilitare i peggiori disgraziati. Con tante scuse e la restituzione con gli interessi di stipendi arretrati. Eppure le prove dei misfatti, a noi profani sembrano in molti casi inequivocabili, visto che le forze dell'ordine che indagano utilizzano strumenti moderni e consegnano agli atti delle inchieste filmati che parlano chiaro. Del resto un cancro è un cancro. Purtroppo.

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Autore:xxx

Pubblicato il: 04 Dicembre 2017

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