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MILANO

L’occupazione cresce o diminuisce? Boh! Incoraggianti gli indicatori di Unioncamere e Istat. E per certi settori - Ict, metalmeccanico ed elettronico - non si trova personale specializzato

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Molti indicatori danno il sistema industriale in ripresa, il Prodotto interno lordo (Pil) sembra essere tornato a crescere e per il futuro c'è qualche segnale incoraggiante. Ma in Lombardia l'occupazione come sta? Cresce o cala? Effettivamente il mercato del lavoro è un po' difficile da decifrare perché i segnali sono contrastanti.

C'è chi, come la Cgil Lombardia, non è molto soddisfatta. «Da un nostro recente studio emerge un quadro non propriamente confortante - commenta Massimo Balzarini della segreteria della Cgil Lombardia - Infatti la crescita del Pil nel Nord Ovest nel 2016 è dello 0,8%, ed è inferiore al dato nazionale (0,9%). Nonostante il miglioramento tendenziale, si trova ancora a circa 6 punti percentuali al di sotto del livello del 2007 nel Centro Nord, e a circa 11 punti percentuali al di sotto nel Mezzogiorno. Negli ultimi 15 anni la Lombardia ha perso posizioni rispetto alle regioni europee ad essa simili per grado di sviluppo e struttura produttiva, in termini di reddito pro-capite e di capacità innovativa delle imprese, a conferma che gli effetti della crisi hanno prodotto danni ancora non recuperati». A preoccupare è anche l'incremento del lavoro part-time a fronte di un calo di quello full time. «Negli ultimi anni l’incidenza del lavoro part-time sul totale è cresciuto a dismisura negli ultimi anni - continua il sindacalista - Nel periodo 2003-2016 tale incidenza fa registrare in Lombardia un incremento del 94,7% a differenza del 29,9% della media europea. Nello stesso periodo l’incidenza del lavoro full-time diminuisce, invece, del -9,8% contro una media europea del 5,6%. Pur essendo in presenza di un miglioramento del quadro complessivo siamo ancora lontani dalla buona occupazione stabile e a tempo pieno che resta per noi l’obiettivo fondamentale per garantire una reale ripresa dell’economia del paese».

Meno pessimista il quadro che appare dall'ultima analisi congiunturale della Camera di Commercio lombarda, con l’industria che registra un saldo positivo (+0,3%) grazie a un incremento delle assunzioni, nonostante gli effetti degli incentivi fiscali si siano esauriti, e dall'Istat che, a giugno, ha evidenziato come il tasso di disoccupazione sia sceso all'11,1%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto a maggio, con un decremento significativo soprattutto della disoccupazione tra i giovani dai 15 ai 24 anni, che si attesta al 35,4%, -1,1 punti percentuali su maggio. Va, però, evidenziato che i nuovi occupati sono riconducibili esclusivamente al rialzo dei dipendenti con contratto a termine.

C'è poi un dato che deve far riflettere e che arriva dall’analisi del sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere in accordo con l’Anpal, sulle previsioni di assunzione delle imprese private dell’industria e dei servizi per il periodo tra luglio e settembre 2017: una ricerca di personale su cinque rischia di restare disattesa per le difficoltà di reperimento delle figure professionali richieste. In tutto sono circa 200mila le posizioni di lavoro considerate problematiche da coprire con candidati idonei, ovvero il 20,6% delle 969mila entrate previste dalle aziende entro settembre, con le maggiori opportunità di lavoro proprio in Lombardia (20% delle entrare previste). Insomma, nonostante l’elevato tasso di disoccupazione, appare difficile trovare il profilo giusto soprattutto tra i giovani (23% la difficoltà di reperimento) ai quali si indirizza il 35% degli ingressi programmati (339mila in tutto). Le maggiori criticità nel reperire personale adeguato è segnalato in particolare dalle imprese dell’Ict e dalle industrie metalmeccaniche ed elettroniche (37% in entrambi i casi).

Le ricerche riguardano analisti programmatori, operatori commerciale, addetti alla logistica di magazzino, tornitori di metalli, addetto alle macchine utensili, elettrotecnici e i rappresentanti destinati all’area vendita... Insomma, ce n'è per tutti i gusti: “gusti” che a molti nostri giovani probabilmente non piacciono.

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Autore:ces

Pubblicato il: 21 Agosto 2017

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