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MILANO

La nostra viticoltura diventa sempre più green Biodiversità , biologico e sostenibilità  ambientale le nuove tendenze. L’impegno della Regione per valorizzare le produzioni del territorio

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Tremila imprese vitivinicole, trecento giovani aziende e fatturati in crescita. Con questo ricco panorama la Lombardia sarà presente al salone internazionale del Vino, in programma a Verona dal 15 al 18 aprile.

Con un padiglione dedicato, la Lombardia metterà in mostra, e in assaggio, oltre duemila etichette di circa duecento produttori. Sarà così favorita la conoscenza della produzione vinicola lombarda, produzione che vede come capolista la provincia di Brescia seguita a ruota da altre sette province Lombarde.

Puntiamo al bio

Ma non è tutto perché anche l’innovazione sarà ben presente in questa edizione di Vinitaly. Un’innovazione che vede in Lombardia un incremento dal 2010 di oltre il 90% della viticoltura biologica con ben 1.751 ettari di vitigni trasformati in biologico. A far la parte del leone, la provincia di Brescia, prima a livello regionale con 522,5 ettari a biologico e 504 ettari in conversione. Seguono la provincia di Pavia, con 259 ettari a bio e 378 in conversione, quella di Mantova (rispettivamente 34,5 e 20,8 ettari), quella di Bergamo (rispettivamente 7,6 e 10,4 ettari), quella di Sondrio (rispettivamente 2 e 8,7 ettari). Chiudono Lecco, con 0,3 ettari a bio e 2,2 ettari in conversione, Milano con 0,6 ettari bio e Varese, con 0,1 ettari a bio.

Quella lombarda, ha osservato il governatore lombardo Roberto Maroni durante la conferenza stampa di presentazione del Padiglione Lombardia a Vinitaly 2018, «è una produzione inferiore in termini di volumi rispetto ad altre regioni, come il Veneto, ma per qualità non siamo secondi a nessuno e il nostro stand al Vinitaly lo dimostra. Abbiamo - ha affermato - un compito, oltre a sostenere le aziende, dobbiamo promuovere di più e meglio queste eccellenze. Siamo la prima regione agricola d'Italia, lo sforzo che abbiamo fatto e che spero il mio successore continuerà a fare, è valorizzare la bellezza e le produzioni del nostro territorio».

«Quello lombardo sarà il padiglione del biologico una volta per tutte, visto che fino a ieri eravamo un po' la Cenerentola; il tema della biodiversità è molto sentito, così come quello del territorio - ha spiegato l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianni Fava - Pur non essendo il primo bacino in termini di produzione il nostro è il territorio più specializzato».

Un patrimonio di biodiversità già al top in Italia, il lombardo, e in ulteriore costante crescita grazie alla riscoperta e alla reintroduzione di preziose varietà autoctone. Un inarrestabile incremento delle superfici vitivinicole coltivate secondo i dettami dell'agricoltura biologica. E una serie di azioni nel segno della sostenibilità ambientale destinate a rappresentare una preziosa eredità per il futuro. È un biglietto da visita decisamente green quello con cui le aziende vitivinicole lombarde si presenteranno alla 52ª edizione di Vinitaly. La valorizzazione di un territorio unico per varietà di climi, ambienti e terroir rappresenta infatti un carattere distintivo della viticoltura regionale, la quale all'interno del Padiglione Lombardia sarà rappresentata da oltre 200 produttori.

Padiglione Lombardia record

La collettiva lombarda, tra le prime per numero di espositori, occuperà uno spazio di 8.500 metri quadrati complessivi, di cui circa 4.000 allestiti, nel “salotto buono” al primo piano del PalaExpo. Qui buyer, operatori e giornalisti specializzati troveranno circa 2 mila etichette in degustazione. E qui la varietà di un territorio caratterizzato da montagne, colline, pianura e grandi laghi sarà ben rappresentata anche in termini di biodiversità.

Dall’Erbamat in Franciacorta, alla Merera in Valcalepio, alla varietà Verdese sulle colline dell’Igt Terre Lariane, solo per fare qualche esempio, sono molte le varietà rilanciate negli ultimi anni. E anche grazie a loro la Lombardia, già ai primi posti a livello nazionale per varietà di vite per uve da vino coltivate, ha ulteriormente consolidato questa peculiarità, arrivando a 90 diverse tipologie presenti sul territorio regionale sulle 517 totali iscritte al Registro nazionale delle varietà di vite.

«Leggendo questi dati c'è già una componente di successo - ha rilevato ancora l'assessore regionale - visto che dal 2010 al 2017 abbiamo raddoppiato la produzione di biologico. Così dimostriamo che c'è una tendenza a cercare questo prodotto sul mercato. Le politiche intraprese nell'ambito del nostro Psr hanno incentivato questa attività. A coronamento di questo trend è la dedica del premio Cangrande alla prima azienda che ha fatto il biologico in Franciacorta, la Barone Pizzini. Luoghi dove si è investito tanto e anche noi abbiamo investito con il piano d'area. La sfida è stata vinta, la qualità continua a aumentare. Il padiglione Lombardia resta il più ambito nonostante fino a qualche anno fa la reputazione dei vini lombardi non fosse la stessa di oggi. Vince la formula di un territorio che spinge per una comunicazione che non deve essere unica, il concetto di “vini di Lombardia” non era percorribile. Ci sono tante declinazioni di un prodotto che si è dato un obiettivo, di mantenere un livello qualitativo molto alto, e di conseguenza, la reputazione».

«Le nostre imprese hanno dimostrato di sapere coniugare una produzione di qualità con la valorizzazione delle peculiarità del territorio e con una visione futura del comparto, utile anche per conquistare quei mercati esteri, soprattutto del Nord Europa, dove i prodotti biologici sono maggiormente ricercati - ha commentato Daniele Riva, vicepresidente di Unioncamere Lombardia e presidente della Camera di Commercio di Lecco - Non a caso i dati per i primi nove mesi del 2017 indicano per i vini lombardi un ulteriore incremento dell’export del 3,7% rispetto al periodo gennaio-settembre 2016. Come Sistema camerale l’obiettivo è continuare a garantire alle imprese quel supporto che in questi anni, anche grazie alla fruttuosa collaborazione con Regione Lombardia, ha contribuito a rafforzare la loro posizione sui mercati, dove l’aspirazione è quella di diventare un’eccellenza riconosciuta a livello mondiale al pari di moda e design».

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Autore:gmc

Pubblicato il: 05 Marzo 2018

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