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MILANO

«Più attenzione all’economia e alle imprese» Le proposte di Confindustria, Confartigianato e Confcommercio su fisco, lavoro, credito e innovazione per favorire la crescita

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Il 4 marzo saremo chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti del governo regionale e del Parlamento. Una scelta che, al di là delle preferenze politiche, definirà il futuro del Paese e della Lombardia, dei cittadini e delle imprese.

Non mancano quindi gli appelli delle associazioni di categoria per porre al centro del dibattito elettorale l’economia.

«Non promesse elettorali ma un piano organico di politica economica» è infatti il messaggio lanciato da Confindustria durante l’Assise nazionale che si è svolta a Verona venerdì 16 febbraio. Per il presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti «la competitività è la chiave di volta per il futuro del Paese e occorre pertanto mettere in campo tutti gli sforzi per riuscire a colmare i gap con le aree più dinamiche d’Europa e del mondo. Per poterlo fare c’è bisogno di una politica che metta l’impresa al centro e che sia consapevole del fatto che il sistema imprenditoriale e industriale rappresenta il vero grande asset del Paese. Bisogna puntare a realizzare una vera politica industriale per lo sviluppo del Paese con una visione strategica che duri nel tempo e con un orizzonte pluriennale di lungo periodo: la Lombardia e l’Italia avranno sempre più bisogno del manifatturiero». «Per il post voto - ha aggiunto Bonometti - è indispensabile auspicare una stabilità politica, accompagnata da interventi che siano vicini al mondo delle imprese: non pretendiamo favoritismi, ma al tempo stesso confidiamo nel venir meno della cultura anti impresa. In tutte queste sfide il contributo del sistema confindustriale lombardo, nella consapevolezza del ruolo di traino economico e produttivo delle imprese lombarde, rappresenta un elemento vincente per la crescita dell’intera economia nazionale».

Anche Confartigianato ha lanciato una campagna, rivolta ai politici, “Per Tornare a Crescere” ponendo al centro il “valore artigiano”, «quell’insieme di valori storici tutt’oggi attuali, ai quali ci ispiriamo, che ci consentono di rappresentare gli interessi generali del ceto medio produttivo e di intere comunità e società locali nel difficile percorso per affrontare in modo solidale le difficili sfide della modernità», ha spiegato Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia. «Un valore artigiano che oggi si confronta con due grandi driver di cambiamento: globalizzazione dei mercati e tecnologie digitali. - ha aggiunto Massetti - Due driver che non mettono fuori uso l’artigianato “tradizionale”, ma lo abilitano ad essere protagonista nel futuro. Ed è in questo contesto che si colloca il modello produttivo italiano di economia 4.0 capace di ricomporre crescita del Pil e sviluppo del benessere delle persone e delle comunità locali. Riteniamo quindi che lo sviluppo della Regione, locomotiva del Paese, passi dalla crescita competitiva delle Mpi, dell’impresa a valore artigiano e dell’impresa diffusa e delle loro capacità di fare innovazione, incrementare la produttività e contemporaneamente essere risorsa e animare il territorio». «Chiediamo alle forze politiche e ai candidati governatore della Regione - ha concluso il presidente dell’associazione degli artigiani lombardi - di ascoltare le ragioni delle Mpi, dell’impresa a valore artigiano e dell’impresa diffusa in Lombardia per programmare le future politiche per l’impresa e il territorio. Autonomia istituzionale, competitività delle imprese, mercato del lavoro e formazione, welfare, ambiente ed energia, fiscalità, infrastrutture e mobilità, sicurezza e legalità sono i temi delle nostre proposte».

Si è fatto sentire anche il mondo del commercio, del turismo, dei trasporti e dei servizi, protagonista dell'economia lombarda con oltre mezzo milione di imprese, 2 milioni e 700mila addetti e più di 200 miliardi di Pil. «La Lombardia ha uno straordinario tessuto imprenditoriale che produce benessere ed è decisivo per rafforzare l'ancora timida crescita economica del Paese - ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Lombardia - Proprio per questo, anche nella prossima legislatura, il futuro governo della Regione dovrà sostenerlo concretamente. In particolare chiediamo che la richiesta di maggior autonomia, con minori trasferimenti allo Stato, si traduca in meno tasse, incentivi per imprese e famiglie e potenziamento di infrastrutture strategiche come Malpensa». E in vista dell’appuntamento elettorale nazionale Confcommercio ha elaborato un documento dal titolo “Un tema, una proposta. Le priorità delle imprese del terziario per la prossima legislatura”. Tra le proposte di Confcommercio per la prossima legislatura, viene chiesto innanzitutto l'eliminazione degli aumenti dell'Iva previsti per il 2019; e in materia di lavoro, l’associazione conferma la necessità di mantenere alcune importanti novità introdotte dal Jobs Act, come la flessibilità del lavoro.

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Autore:gmc

Pubblicato il: 19 Febbraio 2018

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