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«Riuniti per discutere insieme il futuro del nostro Paese...» Nicola Molteni ci racconta la trattativa tra Lega e M5S

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Faticoso ed entusiasmante. Sono questi i due aggettivi che il deputato canturino Nicola Molteni decide di utilizzare per sintetizzare la sua «avventura» al tavolo del programma di Governo. Il parlamentare leghista, al suo terzo mandato a Roma, ha infatti avuto il privilegio di sedere al tavolo dei pochi eletti che hanno discusso la scorsa settimana il programma che potrebbe portare al Governo proprio la Lega insieme al Movimento 5 Stelle: «C’era la sensazione di essere riuniti per discutere insieme il futuro del nostro Paese».

L’abbiamo vista in questo tavolo proprio al fianco del leader Matteo Salvini. Soddisfatto?«Eravamo una dozzina di persone. In realtà Matteo Salvini e Luigi Di Maio non erano sempre con noi. Loro spesso si incontravano in disparte e qualche volta si riunivano al nostro tavolo. Abbiamo lavorato giorno e notte».Contento di ciò che il gruppo ha partorito?«Direi proprio di sì».Alcuni temi sono stati anticipati da tutti i media. Quali stanno più a cuore a lei e alla Lega?«Io sono particolarmente fiero del fatto che si voglia istituire un Ministero per la Disabilità. Sino a oggi il Governo se ne è occupato in maniera disgregata, dividendo i problemi connessi alla disabilità in diversi ministeri. Noi vogliamo cambiare approccio».I riflettori si sono accesi anche sul suo cavallo di battaglia, ossia la sicurezza...«Sì, e mi fa molto piacere, perché è stata discussa proprio la mia proposta. All’inizio i 5 Stelle non erano convinti della proposta sulla legittima difesa contro chi entra in abitazioni private. Poi hanno capito le nostre motivazioni e sono venuti dalla nostra parte...». E’ stato così per diversi temi?«C’è stato molto dialogo e questo è sicuramente positivo. Anche sul tema dell’immigrazione la Lega e il Movimento 5 Stelle hanno idee molto diverse. Mi sono confrontato personalmente con Di Maio, gli ho esposto la mia proposta sui rimpatri, lui ha ascoltato e capito».Che impressione le ha fatto il leader pentastellato?«Direi che la caratteristica che mi ha colpito di più è proprio la sua propensione all’ascolto. Essendo persona intelligente ascolta e comprende».Quindi crede che la collaborazione possa continuare a lungo?«Rimaniamo due forze politiche diverse e pure contrapposte. Abbiamo però capito che gli italiani hanno bisogno di risposte e anche in breve tempo. Per questo abbiamo deciso di provare un dialogo. Abbiamo messo da parte i temi che più ci dividono e abbiamo cominciato a ragionare su quelli che ci possono avvicinare. Credo sia un modo per crescere entrambi. Personalmente, per esempio, ho capito qualcosa in più sul diritto di cittadinanza. Lo avevo bollato come una misura assistenziale inutile e invece è uno strumento di sostegno al reddito per un periodo di tempo limitato: se una persona in due anni dice “no” a tre offerte di lavoro non prende più un euro...».Mai pensato, quindi, di tornare alle urne?«In questo momento credo sia più responsabile cercare il dialogo. Credo che la Lega sia la forza politica che abbia meno da perdere nel tornare al voto. I sondaggi ci danno in netta ascesa, però abbiamo deciso di provarci. Sappiamo che sarà difficile e ci sarà da lavorare...».

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Autore:pia

Pubblicato il: 21 Maggio 2018

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