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MILANO

La Regione chiede autonomia all’unanimità  Il presidente Fontana: «Dobbiamo andare oltre i temi oggetto del referendum e avere la forza di chiedere una rivisitazione istituzionale del Paese»

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Voglia di autonomia. Moltiplicata per 23. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unanimità una risoluzione per riaprire, appena si formerà, il negoziato con il Governo sull’autonomia e «allargarlo» a tutte le 23 materie previste dalla Costituzione. Intanto, il documento impegnerà il presidente Attilio Fontana e l’assessore a Cultura e Autonomia, Stefano Bruno Galli, a «spingere sull’acceleratore» per dare seguito a quanto previsto nell’accordo preliminare sottoscritto a Roma sulle cinque materie (tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, tutela della salute, istruzione, tutela del lavoro, rapporti internazionali e con l’Unione europea) del quesito referendario dello scorso ottobre. L’Aula del Pirellone ne ha discusso martedì scorso. Una seduta aperta proprio dal presidente Fontana che ha sottolineato l’importanza di rapportarsi con «un Governo non tecnico, per portare avanti le istanze e i progetti della Regione». «Dobbiamo andare oltre alle cinque materie oggetto del referendum – ha aggiunto – e avere la forza di chiedere una rivisitazione istituzionale del Paese». 

I punti di forza

Il successore di Maroni ha elencato i punti di forza della Regione: dall’eccellenza in campo sanitario al prodotto interno lordo, passando per la pressione fiscale («Tra le più basse tra le Regioni a statuto ordinario») e il peso poco gravoso sulle «spalle» dello Stato, per arrivare al numero «contenuto» di dipendenti e alla puntualità dei pagamenti ai fornitori. «Quella dell’autonomia è la sfida del merito – ha osservato ancora Fontana – Chiediamo di premiare chi merita di essere premiato. Anche se questo dovrà essere un punto di partenza. Vogliamo essere messi alla prova per vedere se siamo capaci di fare ancora meglio. E’ una sfida che siamo in grado di vincere, se lo merita la Lombardia, se lo merita la nostra gente».

L’ordine del giorno sottoscritto e condiviso da tutti i gruppi consiliari prevede anche l’impegno di definire le risorse legate alle maggiori competenze della Regione. Ma non solo. Il documento approvato dall’Aula prevede anche l’invito al Pirellone di tutti i parlamentari lombardi e i rappresentanti di Anci, Upl e Città metropolitana affinché vengano condivisi i contenuti e sostenute le ragioni della trattativa e del percorso istituzionale intrapreso dalla Regione.

I commenti dell’Aula

Il discorso del presidente è stato salutato da un lungo applauso. «Il voto unanime del Consiglio rafforza la posizione della Regione nei confronti del Governo – ha osservato il presidente dell’Aula, Alessandro Fermi – E’ stato poi importante il richiamo alla necessità di definire quanto prima le risorse economiche necessarie in relazione alle maggiori competenze che verranno assegnate alla Regione, così come l’introduzione di clausole di garanzia che mantengano intatte le risorse anche a fronte di eventuali nuove leggi statali di stabilità o di coordinamento della finanza pubblica». Soddisfatto anche il presidente della commissione speciale per l’Autonomia, Mauro Piazza (Forza Italia): «Il dibattito e l’approvazione all’unanimità della risoluzione devono segnare il riconoscimento del ruolo del Consiglio regionale. Stiamo dando una risposta vera e concreta sul tema della modernizzazione dello Stato e rivendichiamo con orgoglio questo lavoro. Del resto, il regionalismo indifferenziato non ha funzionato. Mi auguro che ora si proceda veloce, c’è molto da fare, ma l’Aula sarà protagonista». Voto favorevole, ma con raccomandazioni e riserve sono arrivati anche da Fabio Pizzul (Pd) e Dario Violi (M5S).

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Autore:czi

Pubblicato il: 21 Maggio 2018

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