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MILANO

«Aperti alla società per dare risposte alle persone» Lo abbiamo intervistato sui motivi della sua scelta, gli errori e i punti di forza del Pd, il giudizio sugli attuali governi nazionale e lombardo

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Di fronte alla situazione politica regionale e nazionale, il maggior partito di opposizione in entrambi i livelli, il Partito democratico, cerca di ripartire e lo fa attraverso la fase congressuale, con cui verrà rinnovata la guida del partito. In Lombardia questo avverrà il 18 novembre e intanto si fanno avanti le candidature alla segreteria regionale. Il primo è stato Vinicio Peluffo, milanese 47enne, prima assessore a Rho e poi deputato per due mandati.

Cosa l’ha portata a candidarsi alla segreteria regionale?

«Io ho avuto la fortuna di partecipare alla fondazione del Partito democratico, ho anche fatto parte della commissione che ne ha scritto lo statuto. Ho potuto svolgere attività di amministratore al servizio della comunità e poi di poterla rappresentare al Parlamento nazionale. Adesso sento il bisogno di poter restituire alla comunità democratica quanto ho vissuto e imparato, riconoscendo gli errori e le cose buone fatte. Sento il bisogno di esserci fino in fondo in un momento di difficoltà del Pd per contribuire a ripartire, soprattutto aprendoci all’esterno e dando fiducia e aiutando una classe dirigente nuova».

Ha parlato di errori, quali sono stati a suo avviso i principali?

«Dalle elezioni politiche e regionali del 4 marzo è emersa forte una richiesta di protezione di fronte ai cambiamenti, da parte di chi sente a rischio quanto costruito nella vita, di chi vive in condizioni di fragilità. Noi dobbiamo parlare a queste fragilità, offrendo sostegno e strumenti di inserimento nel lavoro, sostegno alla formazione, e non alla logica di stare sdraiati sul divano».

Fa riferimento al Reddito di cittadinanza?

«Sono convinto che sia una priorità contrastare la povertà, per questo negli ultimi anni il governo aveva creato il Reddito di inclusione, che offriva non solo un sostegno al reddito ma anche un percorso di reinserimento. Il Reddito di cittadinanza, per come è stato presentato, è un percorso a ostacoli legato ai centri per l’impiego, per i quali serve prima una profonda riforma, quindi o è una cosa che non si farà se non tra molti mesi oppure è una distribuzione a pioggia, e si tratta solo di una mossa elettorale».

Come è stata accolta finora la sua candidatura?

«Ho trovato tantissima attenzione e tantissimo sostegno, e soprattutto voglia di contribuire con idee, progetti proposte per un Pd che si rimette in cammino. In queste settimane ho potuto confrontarmi con amministratori e militanti del partito democratico, trovando l’orgoglio di una comunità che dopo gli esiti delle elezioni non ha abbandonato il campo, ma anzi c’è un risveglio, come testimoniano le manifestazioni di Milano e Roma, che va accompagnato e sostenuto. Credo che tanti continuino a credere nel progetto del Partito democratico e io sono uno tra questi. Tante cose sono cambiate in 10 anni e richiedono risposte innovative e coraggiose: adesso è tempo di ripartire non da soli ma con un confronto con quanti sono impegnati nel volontariato, nel modo del lavoro, delle professioni, delle imprese e del sindacato. L’obiettivo è fare opposizione in Consiglio regionale come in Parlamento ma soprattutto organizzando una risposta nella società».

Cosa vuol dire fare opposizione oggi per voi?

«Bisogna fare opposizione partendo da un campo di valori condivisi: libertà, uguaglianza, solidarietà e fratellanza. Si fa opposizione non mollando di un millimetro sulle scelte sbagliate che questo governo di centrodestra sta facendo a livello regionale e che il governo dei populisti e nazionalisti sta facendo a livello nazionale. Ma soprattutto si fa opposizione costruendo una alternativa radicale all’agenda politica attuale. Ci sono alcuni temi che sono stati completamente abbandonati a livello regionale: con l’autunno torneremo a non respirare e questo significa che dobbiamo reimpostare in modo radicale la mobilità e l’uso dell’energia. Io credo si debba superare l’idea che ambiente e lavoro siano in contrapposizione: puntando sulla sostenibilità ambientale si crea più lavoro e sviluppo. E’ in corso una vera e propria rivoluzione industriale, quella che viene definita industria 4.0. Investire sull’innovazione è fondamentale per restare al passo nella competizione globale ma mettere le competenze dell’uomo al centro è l’unico modo per poter governare questa trasformazione. Dobbiamo parlare anche di innovazione sociale: la Lombardia compete con altre eccellenze europee, il confronto deve essere sulla competitività delle imprese ma anche sulla qualità dei servizi e del sistema sociale».

E su un tema caldo come quella della sicurezza?

«Andrebbe coniugato al plurale: le persone hanno bisogno della sicurezza di una formazione, di una istruzione di qualità; la sicurezza del lavoro e del reddito quando si perde e della possibilità di reinserimento; la sicurezza di una casa degna e di un quartiere non degradato; la sicurezza della presenza sul territorio delle forze dell’ordine. Il centrodestra è al governo in Lombardia da tempo immemore ma tante cose non sono state fatte».

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Autore:gmc

Pubblicato il: 15 Ottobre 2018

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