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MILANO

Frontiere e rimpatri, il presidente Juncker vuole soluzioni europee

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Una gestione europea dei flussi migratori. Con questo obiettivo in mente la Commissione europea ha proposto maggiori controlli alle frontiere esterne e più rimpatri. La proposta, annunciata lo scorso 12 settembre dal presidente Juncker durante l’annuale discorso sullo stato dell'Ue, mira a rafforzare la guardia costiera e di frontiera europea con 10mila agenti operativi, mezzi e competenze per intervenire lungo le frontiere esterne dell’Ue e nei Paesi extra-Ue. Creata nel 2016, la guardia costiera e di frontiera europea si è finora retta su contributi volontari dei Paesi Ue in termini di personale e di attrezzature, evidenziando da subito importanti limiti operativi. Con la nuova proposta, Juncker vuole dotare la nuova “polizia europea di frontiera” di mezzi e uomini propri.

«Chi non ha titolo a rimanere in Europa dev’essere rinviato nel Paese di origine». Con queste parole Juncker ha annunciato una stretta sui rimpatri. Solo il 367% degli immigrati irregolari viene rimpatriato e le regole europee vengono applicate in maniera inefficace e incoerente da parte dei Paesi Ue. La Commissione punta a eliminare gli ostacoli che impediscono di effettuare i rimpatri: in arrivo rimpatri più semplici e rapidi, chiedendo ai Paesi Ue di rimpatriare i migranti allo scadere del visto o in caso di risposta negativa alla richiesta di asilo.

Le proposte della Commissione, prima di entrare in vigore, dovranno essere approvate dal Parlamento europeo e dai governi nazionali.

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Autore:ces

Pubblicato il: 24 Settembre 2018

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