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MILANO

Giovani sempre più poveri Qualcuno se ne frega? L’amico del popolo di Roberto Poletti

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Oggi in Italia un giovane su dieci è definito “povero assoluto”. Nel 2007 se ne trovava solo uno su cinquanta. Lo rivelano gli ultimi dati diffusi da un attento studio della Caritas, che sottolinea come i capifamiglia sotto i 34 anni siano sempre più in difficoltà. Spesso non arrivano a fine giornata, altro che fine mese...

I tassi di disoccupazione giovanile del nostro Paese (37,8 per cento nel 2016) sono tra i più alti d'Europa (nel continente la media è del 18,7 per cento). L'ascensore sociale si è bloccato e si registra un record di persone non impegnate in nulla (né nel lavoro né nella formazione, i cosiddetti Neet), che sono il 26 per cento dei giovani italiani. Che stanno peggio, ma molto peggio dei loro padri.

In un posto normale ci sarebbero abbastanza elementi perché la gente scendesse in piazza a fare una rivoluzione, costringendo i politici a fare dei passi concreti per cercare di risolvere un problema che cambierà completamente il volto dell'Italia, impoverendola, nei prossimi decenni. Invece niente. I giovani sono disposti a manifestare soltanto per l'esclusione dell'Italia dai Mondiali di calcio, mentre i politici sono impegnati a discutere di legge elettorale. Non siamo un Paese normale. Forse non siamo nemmeno un Paese.

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Autore:ces

Pubblicato il: 27 Novembre 2017

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