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MILANO

La Tav Torino-Lione s’ha da fare Le imprese: «Rimetterla in discussione è un colpo mortale allo sviluppo del Nordovest»

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La decisione del Comune di Torino di annullare i lavori di costruzione della Tav Torino-Lione ha destabilizzato fortemente tutto il mondo politico e imprenditoriale. Lunedì 29 ottobre il Consiglio comunale torinese ha approvato l’ordine del giorno della maggioranza 5 Stelle contrario alla realizzazione della tratta italiana dell’Alta velocità.

Un’opera con ripercussioni per tutto il Paese. Infatti è intervenuto in merito anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana: «Per noi si tratta di un’opera fondamentale per rientrare in Europa attraverso un asse commerciale importante - ha detto in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera - Altrimenti le merci viaggeranno un po' più a nord e noi restiamo tagliati fuori». Fontana ha poi ribadito le differenze tra la Lega, il suo partito, e il Movimento 5 Stelle, alleati nel governo nazionale: «Diciamo che sono molto contento della mia attuale coalizione, dove posso confrontarmi con componenti politiche che condividono la mia visione». Coi pentastellati, infatti, è scontro anche su un’altra grande infrastruttura che riguarda la Lombardia, l’autostrada Pedemontana: «Sono proprio visioni politiche diverse - ha ribadito - Io sono convinto che investire sui territori sia indispensabile per tornare a crescere e per non implodere, perché in fin dei conti è sempre l’economia che traina la crescita, non bastano gli aiuti statali. Il mondo va molto velocemente in una direzione, se vogliamo rimanere agganciati a questo pezzo di mondo allora dobbiamo attrezzarci con le infrastrutture che ce lo consentono», altrimenti «bisognerebbe metterci tutti d’accordo nel dire che lo sviluppo non ci interessa e che preferiamo restare fermi o tornare indietro».

Gli ha fatto eco anche il suo vice e assessore regionale alla Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala: «È assurdo che ci si metta più tempo ad andare a Lione che a raggiungere Dubai. La Tav è un’opera che va realizzata perché le nostre aziende ne hanno fortemente bisogno».

E infatti anche le aziende hanno fatto sentire forte il loro dissenso alla decisione di Torino. «Se da una parte comprendiamo le esigenze di rispettare le promesse elettorali, d’altra parte c’è il diritto di tutti i cittadini italiani di vivere in un Paese che non venga penalizzato dal punto di vista sociale ed economico - hanno comunicato congiuntamente i presidenti di Assolombarda, Carlo Bonomi, dell’Unione Industriale di Torino, Dario Gallina, e di Confindustria Genova, Giovanni Mondini - Rimettere in discussione Tav e Terzo Valico è un colpo mortale alle possibilità di sviluppo del Nordovest, delle sue imprese, dei suoi occupati, della possibilità di realizzare una migliore coesione sociale. In queste ore decisive per le scelte del nuovo governo e dei territori, lanciamo insieme a nome di oltre 545mila imprese un grande appello alla responsabilità sul futuro del nostro Paese. Queste due opere infrastrutturali sono fondamentali e interconnesse. La prima supporta, sulla direttrice est-ovest, il surplus commerciale italiano di circa 10 miliardi di euro sui 70 complessivi di interscambio con la Francia, per oltre il 90% realizzato oggi via gomma, e consente anche la connessione alla Via della Seta, il grande asse che collegherà Oriente e Occidente del mondo. La seconda sull’asse verso il Centro Europa abbatte il vantaggio finora conseguito dai porti nordeuropei sul primo porto commerciale container d’Italia. Alla politica locale e nazionale chiediamo di smettere veti ideologici, buoni forse in campagna elettorale, ma da cui deriva solo un aggravarsi del ritardo e dei costi logistici che frenano le imprese del Nordovest».

Anche dal sindaco di Milano Beppe Sala è partito un appello in difesa della Tav, secondo cui non è solo una infrastruttura torinese ma interessa pure il nostro territorio.

Ora la palla passa al Governo, ma il vicepremier Luigi Di Maio si è schierato a favore della decisione di Torino mentre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha affermato che per Natale verranno sciolte tutte le riserve. «Sono sempre e comunque favorevole alle infrastrutture. Ma c’è un impegno a rivalutare quanto costa e vale la Tav» ha dichiarato l’altro vicepremier Matteo Salvini, confermando la linea governativa.

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Autore:gmc

Pubblicato il: 05 Novembre 2018

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