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MILANO

Lombardia Popolare, tutti contro Alfano Intanto sulla scena politica fa la sua comparsa Rinascimento, il movimento dell’ex ministro Tremonti e del critico d’arte Sgarbi

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La Direzione di Alternativa Popolare ha monopolizzato l’ultima settimana politica. Il summit romano si è concluso dopo ben sette ore con l’ennesimo nulla di fatto. I vertici di Ap hanno preferito rimandare di una settimana la decisione sulle alleanze per non spaccare il partito. Le posizioni sono definite: Angelino Alfano e Beatrice Lorenzin preferiscono allearsi con il Pd, l’ipotesi più probabile; Maurizio Lupi vuole correre da solo; Roberto Formigoni privilegia un accordo con Forza Italia. E queste tensioni hanno non pochi riflessi anche in Lombardia.

Al Pirellone la squadra di Lombardia Popolare esprime due assessori (Luca Del Gobbo e Mauro Parolini), un sottosegretario (Daniele Nava) e quattro consiglieri (il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, il capogruppo Alessandro Colucci, Angelo Capelli e Mauro Piazza). Il partito a Milano è un fedele alleato del governatore Roberto Maroni e nessuno (o quasi) tra i vertici milanesi pensa di seguire le indicazioni romane nel caso in cui dovesse arrivare il diktat di allearsi con il Pd. Del Gobbo, Parolini e Cattaneo - insieme a Formigoni - stanno lavorando per entrare in Forza Italia. Le possibilità sono buone, anche se per Parolini si profila qualche difficoltà in più nella sua provincia di Brescia dove il sindaco di Sirmione, nonché segretario provinciale di Forza Italia, Alessandro Mattinzoli, è disposto ad accogliere la “pecorella smarrita” ma non a scapito della sua candidatura in Regione... Colucci sembra più vicino alle posizioni di Lupi e vorrebbe tentare la corsa a Roma. Il bergamasco Capelli sembra più propenso a schierarsi con Giorgio Gori. I lecchesi Nava e Piazza da tempo sono entrati in Energia per l’Italia di Stefano Parisi. Entrambi spingono per un accordo con il centrodestra per la Regione e per il Parlamento dove vorrebbero cimentarsi in qualche collegio uninominale, mentre per il proporzionale dovranno superare lo scoglio del 3%.

Tra le novità di questa tornata elettorale ci sarà Rinascimento, il movimento politico fondato dal critico d’arte Vittorio Sgarbi e dall’ex ministro Giulio Tremonti. I rumors dicono che di certo correrà per le politiche, mentre la scelta di cimentarsi anche per le regionali non è ancora stata presa. Intanto il coordinatore nazionale Paolo Naccarato ha avviato la campagna di raccolta fondi. Rinascimento punta su cultura, essere europei senza rinunciare a essere italiani, abrogazione delle leggi Bassanini, tregua legislativa e no allo Ius Soli. Le idee espresse nel libro Rinascimento sono state condivise da quasi 150 big del mondo della cultura, dello spettacolo, dello sport e dell’economia come Francesco Alberoni, Gigi Buffon, Pierangelo Buttafuoco, Piero Chiambretti, Giuseppe Cruciani, Roberto D’Agostino, Oscar Farinetti, Vittorio Feltri, Giordano Bruno Guerri, Renato Mannhemier, Rainer Masera, Francesco Micheli, Mario Moretti Polegato, Morgan, Carlo Nordio, Piergiorgio Oddifreddi, Paolo Portoghesi, Marcello Veneziani e Gianfranco Vissani. La sfida è appena iniziata...

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Autore:ces

Pubblicato il: 27 Novembre 2017

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