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MILANO

Maroni-Gori-Violi: tutti puntano al centro Il sindaco di Bergamo arruola nel centrosinistra Capelli e Facchinetti. Poi vuole dare vita a due liste civiche con tanti giovani promettenti

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I centristi saranno l’ago della bilancia nell’appassionante sfida tra Roberto Maroni, Giorgio Gori e Dario Violi. La corsa alla presidenza di Regione Lombardia sarà avvincente. Lo dicono anche i sondaggi. L’ultimo in ordine di tempo è quello di Ipsos, commissionato dal Pd lombardo: stando a queste intenzioni di voto il governatore lombardo verrebbe riconfermato con il 43% dei consensi, mentre il sindaco di Bergamo si attesterebbe al 37% e il candidato del M5S al 20%. Ipsos conferma che il distacco tra Maroni e Gori si sta accorciando (nel 2013 Umberto Ambrosoli partiva da un gap di 12 punti e alla fine raccolse il 38,2% dei consensi contro il 42,8% dell’ex ministro della Lega) e che sta pagando la campagna elettorale avviata in anticipo da Gori. E in un quadro così incerto i moderati saranno l’ago della bilancia. Un centro che somiglia sempre più alla fenice, capace di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte.

Nelle ultime settimane sono stati proprio i moderati ad animare la vita politica. A partire da Lombardia Popolare che al Pirellone conta su due assessori (Luca Del Gobbo e Mauro Parolini), un sottosegretario (Daniele Nava), il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, il capogruppo Alessandro Colucci e i consiglieri Mauro Piazza e Angelo Capelli. I centristi lombardi hanno sempre sostenuto Maroni, mentre a livello nazionale facevano riferimento con qualche mal di pancia all’Ncd di Angelino Alfano che invece ha appoggiato gli ultimi Governi di centrosinistra. Il gruppo lombardo è letteralmente imploso. Una parte con Piazza e Nava a settembre ha aderito a Energie per l’Italia, il nuovo movimento di Stefano Parisi e a fine novembre ha costituito il gruppo regionale coinvolgendo due consiglieri di Forza Italia: Alberto Cavalli e Sabrina Mosca. Il loro obiettivo è quello di restare nel centrodestra e dare vita a una formazione più inclusiva.

Un altro pezzo poco prima di Natale (Colucci, Cattaneo, Del Gobbo e Parolini) ha aderito a Noi con l’Italia, il nuovo soggetto politico di Maurizio Lupi nato dopo la scelta di Alfano di ritirarsi sull’Aventino. La decisione in extremis di salire sul carro di Lupi e di costituire il nuovo gruppo regionale permetterà loro di evitare di raccogliere le 20mila firme necessarie per presentare il proprio simbolo alle regionali. Anche durante questi giorni di festività Lupi e Parisi stanno dialogando per dare vita a una formazione più ampia a livello nazionale e lombardo coinvolgendo personaggi come Raffaele Fitto, Flavio Tosi, Roberto Formigoni e Giancarlo Cesana. Gli ex alfaniani stanno poi cercando un accordo con la Lista Maroni che nel 2013 raccolse il 10% dei consensi, nonostante la strada sia piena di ostacoli e veti incrociati.

Al centro guarda con grande interesse pure Gori. Il candidato del centrosinistra per la Regione intanto ha arruolato Angelo Capelli, ultimo pezzo dei centristi lombardi, pure lui bergamasco, cattolico, ex sindaco di Ponte Nossa, consigliere regionale di Lombardia Popolare e relatore della riforma sanitaria voluta da Maroni. Il sindaco di Bergamo sta lavorando da tempo per cercare di aggregare consensi al di fuori dei partiti del centrosinistra. Lo sta facendo attraverso un’imponente macchina organizzativa che vede coinvolti sul fronte digitale Francesco Facchinetti (il figlio del leader dei Pooh Roby Facchinetti), che ha messo a disposizione dello staff guidato da Christophe Sanchez (insieme a Elia Belli, Bernardo Notarangelo e Jacopo Perfetti) un sofisticato software per intercettare gli orientamenti degli elettori attraverso il web.

Lo sta facendo in prima persona con il “Gori 100 tappe”, un tour lombardo con l’obiettivo di ascoltare i territori e in particolare quelle comunità dove durante le elezioni regionali del 2013 il centrodestra aveva vinto con largo distacco. Accanto ai partiti della coalizione di centrosinistra, poi, il fondatore di Magnolia vuole schierare due liste civiche. La Lista Gori, la prima civica, sta facendo proseliti e ha già coinvolto il giovane e promettente consigliere comunale bergamasco Niccolò Carretta, gli assessori orobici Loredana Poli e Stefano Zenoni, il capogruppo in Consiglio comunale a Bergamo Robi Amaddeo. Dovrebbero essere della partita pure Paolo Petracca, presidente delle Acli milanesi, Elisabetta Strada, consigliere comunale a Milano e leader della Lista Civica di Beppe Sala, oltre al sindaco di Ciserano Enea Biagini.

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Autore:gcf

Pubblicato il: 01 Gennaio 2018

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