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MILANO

«Parlare chiaro ai cittadini e prendere posizioni chiare» Il consigliere regionale Riccardo De Corato, amministratore pubblico di lungo corso, spiega la sua posizione rispetto alla politica e ai temi più spinosi

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Nato politicamente nel Msi di Giorgio Almirante, Riccardo De Corato è un politico, come si suol dire, di lungo corso: tre legislature al Senato, due alla Camera, consigliere e vicesindaco al Comune di Milano, e dal 2013 in Consiglio regionale in Lombardia.

E non certamente per un ruolo di comparsa, consigliere De Corato...

«Io credo che chi si impegna sui valori tipici della destra, Stato, giustizia, onestà, non può venir meno a questi principi e l’esperienza, maturata in tanti anni al Senato, alla Camera, nel Consiglio comunale di Milano, come vicesindaco di Milano per 15 anni, è un bagaglio che merita di essere messo a disposizione dei cittadini. Finché, ovviamente, i cittadini mi vorranno».

Sui temi più spinosi lei si è sempre esposto con grande fermezza: cannabis, immigrazione, ius soli, occupazioni abusive...

«Chi fa politica deve parlare chiaro ai cittadini. E parlare chiaro vuol dire prendere posizioni chiare, o di qua o di là. A Milano due anni fa 500mila milanesi non sono andati a votare. E' un dato enorme che fa capire la disaffezione che c'è nella città. Non esiste un argomento come lo ius soli o sulle occupazioni abusive dove si può stare insieme agli abusivi e poi contro gli abusivi. Vede, quando siamo stati al governo di questa città qui intorno c'era una zona con leoni, giostre, circhi equestri. Oggi questa è lo skyline più importante d'Europa. E' un segnale che abbiamo dato. E il cittadino deve sapere che quando sceglie De Corato sceglie una persona che le cose le dice in campagna elettorale e poi le fa. Perché, come sanno i miei elettori, il mio numero di cellulare è sui manifesti, poiché il contatto diretto con i miei elettori continua sempre, ogni giorno».

La recente sentenza sul risarcimento di un privato da parte dello Stato che aveva avuto per lungo tempo una sua proprietà occupata abusivamente può dare la stura a tante iniziative...

«Posso anticipare che presenterò in Consiglio regionale una mozione dove chiederò che la Regione, essendo proprietaria di Aler, in base a quella sentenza della Cassazione, si costituisca e chieda i danni allo Stato. Noi abbiamo a Milano 3.887 case occupate abusivamente. Che la Regione Lombardia, proprietaria di Aler, a questo punto citi lo Stato per danni. Non possiamo più assistere all'inerzia di prefetti e questori che quando va bene, ma è già tardi, a seguito di una segnalazione telefonica mandano una pattuglia a vedere cosa è successo».

Cosa le è rimasto di quel Msi dove lei ha mosso i suoi primi passi in politica?

«Mi è rimasto Giorgio Almirante nel cuore, mi è rimasta una grande parentesi che è quella di mani pulite. Ricordo una frase di Almirante che diceva: “Se ruba un comunista, un socialista o un democristiano merita di essere arrestato. Se ruba un missino merita l’ergastolo”. Questa è la sintesi di quanto mi è rimasto. E oggi mi tocca vedere che con Beppe Sala abbiamo un sindaco, di sinistra, sotto processo, in carica. Mai successo a Milano, con un danno di immagine incalcolabile per la città».

E sulla fine ingloriosa dell'ultimo segretario di Alleanza nazionale Gianfranco Fini?

«Preferisco stendere un pietoso velo... Siamo stati noi stessi, quelli della mia generazione, ad aver commesso il grande errore, quando abbiamo indicato ad Almirante chi poteva essere il suo successore. Purtroppo abbiamo fatto uno sbaglio enorme. Questo signore ha massacrato la destra ma oggi debbo dire che, grazie a Giorgia Meloni, siamo riusciti a mettere in sicurezza i voti dei nostri simpatizzanti».

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Autore:glc

Pubblicato il: 18 Dicembre 2017

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