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MILANO

Possiamo pretendere pulizia se anche noi siamo sporchi? L’amico del popolo di Roberto Poletti

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Che differenza c'è tra i tanto odiati e contestati politici ladri e le tre persone, comuni cittadini, che, nei giorni scorsi, sono state beccate e denunciate a Como con installato nell'auto un disco orario a batteria per non pagare il parcheggio? Ve lo dico io: assolutamente nessuna. Perché magari quelli che usavano il marchingegno per aggiornare automaticamente l'orario così da restare sempre entro i 45 minuti consentiti per la sosta libera, se eletti a Roma avrebbero fatto esattamente la stessa cosa. Avrebbero rubato. Non è l'euro che fa la differenza. Nella stanza dei bottoni il danno per la collettività si sarebbe rivelato di gran lunga maggiore. Ma, in tutti e due i casi, quello dei furbetti del parcheggio che hanno fregato quattro soldi e quello degli eletti (o catapultati...) a Roma che si ciucciano stipendio a sbafo e soldi delle nostre tasse, si tratta di lazzaroni.

Forse forse il buon esempio, quello che potrebbe contagiare anche le aule parlamentari, dovrebbe partire dal basso, da noi cittadini e dalle nostre azioni di tutti i giorni. Che non sono quasi mai limpide. Non possiamo, infatti, pretendere pulizia se anche noi siamo sporchi. L'ho già detto e lo ripeto: abbiamo proprio la classe politica che ci meritiamo, ne sono convinto.

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Autore:plt

Pubblicato il: 19 Giugno 2017

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