(IN) Netweek

MILANO

Sacchetti frutta e verdura a pagamento: ce lo chiede davvero l’Europa?

Share

No, l'obbligo di servirsi di sacchetti frutta e verdura a pagamento non è un “regalo” dell'Europa. Lo prevede una legge italiana (123 del 3 agosto 2017, nota anche come “Decreto Mezzogiorno”) che disciplina la tutela dell’ambiente e la diminuzione del consumo di plastica inquinante. Eppure le regole europee sono state tirate in ballo per giustificare la nuova “tassa”. Questo perché una direttiva europea (2015/720) prevede che i Paesi Ue debbano ridurre l’uso di sacchetti di plastica. Possono farlo in diversi modi, come ad esempio fissando obiettivi nazionali di riduzione, oppure con strumenti economici o ancora con restrizioni alla vendita che siano proporzionate e non discriminatorie. In altre parole, la direttiva europea fissa un obiettivo (ridurre l’uso dei sacchetti di plastica) ma lascia ai singoli Paesi la scelta di come raggiungerlo. Inoltre la stessa direttiva prevede che i Paesi Ue possano scegliere di non applicare le regole europee ai sacchetti di plastica con uno spessore inferiore a 15 micron («borse di plastica in materiale ultraleggero») fornite come imballaggio primario per prodotti alimentari sfusi - ossia proprio i famosi sacchetti usati per frutta e verdura diventati ora a pagamento. L’Italia ha quindi deciso di limitare il consumo di plastica inquinante andando al di là di quanto richiesto dall’Europa. La legge italiana vieta la cessione gratuita di ogni tipo di sacchetti ai clienti allo scopo di sensibilizzare i cittadini sui costi economici e ambientali. Va detto che l’Italia non è sola: anche la Francia ha adottato misure simili per ridurre l’inquinamento.

Leggi tutte le notizie su "IN EUROPA"
Edizione digitale

Autore:xxx

Pubblicato il: 15 Gennaio 2018

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Hai a disposizione 2500 caratteri

Ne stai uililizzando 20

Per commentare devi essere loggato.