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MILANO

Sanità , riforma in atto: dalla cura al prendersi cura Sottoscritto anche un protocollo con le Forze Armate: tutti i militari gratis sui treni per garantire maggiore sicurezza ai passeggeri

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Non più curare ma prendersi cura. E’ questo il principio che rivoluziona il sistema sociosanitario lombardo, fortemente voluto proprio dal governatore Roberto Maroni e che oggi trova piena attuazione, così come l’assessore al Welfare Giulio Gallera ha illustrato nella consueta conferenza stampa del dopo giunta del lunedì. Da oggi e fino al mese di maggio infatti i medici di Medicina generale, pubblici e privati accreditati, potranno candidarsi, sulla base di requisiti e criteri specifici forniti dalla Regione, per la presa in carico dei pazienti cronici presenti in Lombardia (circa tre milioni e 350mila), che rappresentano il 30% della popolazione assistita, a cui è destinato il 75% delle risorse per ricoveri, visite specialistiche ambulatoriali e di farmaceutica territoriale e ospedaliera. «Il provvedimento - ha spiegato Gallera - stabilisce che i soggetti candidati (gestori) che garantiranno di poter offrire al paziente cronico un servizio integrato che gli consenta di effettuare le visite e gli accertamenti nello stesso luogo, senza dover più girare da una parte all'altra, evitando quindi perdite di tempo, e difficoltà di prenotazione e di accesso, saranno selezionati dalle Ats e iscritti in una lista», che i pazienti riceveranno tramite una lettera di Regione Lombardia, inviata nella seconda metà dell'anno. Saranno poi i pazienti stessi a scegliere i medici da cui essere assistiti.

Nella stessa riunione di Giunta anche la sicurezza sui treni conquista un nuovo traguardo. E’ stato infatti sottoscritto un protocollo con le Forze Armate che prevede a tutti i militari di poter circolare gratuitamente in borghese o fuori servizio. «Tutto il personale - ha spiegato l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità Alessandro Sorte - può essere chiamato a dare supporto agli operatori di bordo perché, come prevedono le norme, i militari delle Forze armate possono essere chiamati a operare come agenti di pubblica sicurezza laddove richiesto dalle Forze dell'Ordine». A questo scopo a dicembre erano stati impegnati 6,1 milioni di euro che consentivano alle Forze dell'Ordine di spostarsi su tutti i mezzi del trasporto pubblico locale. Nello stesso tempo sono stati stanziati altri 3 milioni di euro per garantire il presidio di guardie giurate armate sui treni e nelle stazioni.

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Autore:ces

Pubblicato il: 06 Febbraio 2017

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