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MILANO

Tremonti lancia Rinascimento: «Basta essere subalterni all’Europa»

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Il Rinascimento è il momento più glorioso dell’Italia. Il Rinascimento nasce dopo i secoli bui, quando finisce il Medio evo, e si estende a tutti i campi: dall’arte all’estetica, dalla tecnica all’economia, passando per la politica. Il movimento politico di Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti - Rinascimento appunto - nasce perché «la ragione pare ovunque perduta e la speranza pure». I due fondatori non vogliono «lasciare l’Italia in mano ai nuovi barbari e agli eterni ignoranti». E così Rinascimento ha debuttato ufficialmente martedì sera alle Stelline di Milano dove in una sala affollatissima - oltre 300 persone - hanno ascoltato l’ex ministro dell’Economia del Governo Berlusconi.

«Può essere che un politico sia un comico, ma non che un comico sia un politico - ha esordito sferzante Tremonti - Il nostro Paese da troppi anni ha ceduto la sovranità ed è diventato subalterno all’Europa. Ricordo che a inizio maggio 2011 la Commissione europea aveva giudicato prudente la gestione del bilancio dell’Italia; quella stessa Commissione il 5 agosto mandava una lettera con la quale diceva il contrario e ci “commissariava”. Da allora i segnali sono stati tanti: dall’Alitalia alle banche, dal cemento alla Cina. L’ultimo caso in ordine di tempo è stato l’Ema: la bocciatura della candidatura di Milano quale sede dell’Agenzia europea del farmaco è stata uno schiaffo, la conferma del declino politico del nostro Paese. Quando c’era Silvio Berlusconi contavamo di più in Europa e l’Italia era rispettata. Poi quando hanno posizionato la quinta colonna alla Bocconi e al Quirinale siamo diventati subalterni e hanno usato i nostri soldi per salvare le banche tedesche».

Rinascimento nasce per combattere tutto ciò perché crede nel passato e nel nostro futuro. Non c’è un Paese che ha un fondo di cultura come il nostro. «L’Italia è ancora una grande nazione che eccelle in molti campi, dalla medicina alla fisica. Al Cern di Ginevra, ad esempio, il 20% dei ricercatori sono italiani. Dobbiamo essere orgogliosi di chi siamo e della nostra storia».

Ma per difendere questi valori bisogna “ribellarsi” e impegnarsi in politica. Dove e come? L’ex ministro lo dice subito chiaramente: «La nostra area è quella del centrodestra, di cui vogliamo essere la quarta gamba. Ci presenteremo alle Politiche e alle Regionali. Rinascimento nasce adesso ma non finirà dopo le elezioni».

Il primo punto del programma è il risparmio. «Se hai risparmio comincia a difendere quello perché se te lo portano via distruggi anche la base sociale». Poi bisogna togliere i lacci e lacciuoli che bloccano lo sviluppo: «Ogni anno in Italia si producono 22 chilometri di leggi. Come è possibile? Il codice degli appalti del ministro Graziano Del Rio, ad esempio, è lungo 1,5 chilometri ed è pure incomprensibile agli addetti ai lavori. Se non capiamo che le troppe leggi mangiano posti di lavoro non andiamo da nessuna parte. Oggi se Guglielmo Marconi iniziasse a lavorare alle sue scoperte verrebbe messo in galera. Nel 2011 Berlusconi aveva presentato una proposta di legge dove diceva che era tutto libero quello che non era vietato. Bisogna tornare a quel punto».

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Autore:gcf

Pubblicato il: 25 Dicembre 2017

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