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Violenza sulle donne, crescono i casi e il coraggio di denunciarli Nel 2017 quasi 6.000 donne si sono rivolte ai centri attivi nella nostra regione Xxx

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Violenza sulle donne, in Lombardia crescono i casi e il coraggio di denunciarli.

E’ stato pubblicato sul portale di Regione Lombardia il terzo rapporto sulle donne vittime di violenza che si sono rivolte nel 2017 ai centri antiviolenza attivi nella nostra regione, il primo realizzato col nuovo sistema informativo Osservatorio regionale antiviolenza. Un’iniziativa dell’Assessorato alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità in collaborazione con i 49 Centri antiviolenza attivi sul territorio lombardo, una rete di solidarietà e sostegno per le vittime che ha contribuito all’aumento dei casi denunciati.

«Nel 2017 - ha detto l’assessore Silvia Piani - gli accessi sono stati 5.892, contro i 5.244 del 2016 e i 4.317 del 2015». Un dato arricchito da quante si sono rivolte al Soccorso violenza sessuale e domestica della clinica Mangiagalli (Svsed), che ha raccolto a parte anche i casi di violenza sessuale ad opera di sconosciuti o di persone esterne alla rete familiare: si tratta di 288 vittime, un numero molto sopra la media dei Centri, al quale perciò è stata riservata un’analisi separata.

«Appare sempre più evidente che il rafforzamento della copertura territoriale delle Reti antiviolenza e la crescente sensibilità dell’opinione pubblica - ha spiegato l’assessore - stanno influendo sulla crescita del numero delle donne che rompono la spirale della violenza rivolgendosi a noi. La nota dolente è la diffusione del fenomeno e la constatazione di quanto rimanga ancora da fare in termini di prevenzione».

In quasi i due terzi dei casi (il 64,1%) l’autore della violenza domestica è il partner (coniuge, convivente o fidanzato) e nel 27% l’ex partner. Se per le violenze da estranei (Centro antiviolenza Svsed) il 39,9% dei maltrattanti è causato da sconosciuti, nel 33% l’autore è una persona nota e appartenente alla cerchia amicale (amico famiglia, conoscente, amico, collega, datore di lavoro). Più di un quarto delle donne (il 25,7%) invece non indica l'autore della violenza.

Emerge una significativa differenza tra le donne vittima di violenza domestica e le vittime di estranei. Nel primo caso si tratta di italiane (61,5%), quasi tutte adulte (90% con più di 25 anni), coniugate o conviventi (52%), con figli/figlie (il 61% ha almeno un figlio/figlia minorenne). Le donne vittime di violenza sessuale da parte di estranei sono nella maggioranza dei casi giovani (il 54,1% hanno meno di 25 anni), in larga parte nubili (81,6%) e senza figli (80,7%). Solo il 54,6% di loro è italiana, il 45% è straniera, sia Ue (12%) che extra-Ue (33,6%).

«La violenza di genere - ha aggiunto l’assessore Piani - è difficilmente misurabile, perché si manifesta prevalentemente all’interno delle mura domestiche o per mano di persone conosciute. Il complesso rapporto tra la donna e l'autore del crimine e le reazioni emotive e psicologiche che la violenza genera nelle vittime, rendono infatti spesso difficile la sua emersione. La disponibilità di informazioni puntuali e aggiornate sulle caratteristiche del fenomeno, rappresenta dunque una base essenziale per sviluppare nuove strategie ed iniziative ed avere in questo modo informazioni sempre più accurate sui bisogni. L’obiettivo è offrire sempre maggiore qualità, efficacia ed omogeneità negli interventi di prevenzione e di sostegno».

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Autore:gmc

Pubblicato il: 10 Settembre 2018

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