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MONZA

Intervista ad Attilio Fontana, candidato governatore per il centrodestra

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L’obiettivo che si è prefisso? «Proseguire nel buon governo degli ultimi vent’anni. Lavorando sodo». E in umiltà. Niente auto blu per il candidato governatore della Lega e del centrodestra in Lombardia. Attilio Fontana la Brianza l’ha infatti girata con una «Fiat Punto» di colore bianco, l’utilitaria con cui è giunto anche davanti alla nostra redazione a Monza, nel mezzo di una giornata ricca di impegni. Lasciate alle spalle le polemiche sulla «razza bianca», ha risposto alle domande con toni pacati.

Maroni in una lunga e articolata intervista rilasciata al Foglio ha definito stalinista il segretario Matteo Salvini. E’ la conferma che tra i due non è mai corso buon sangue...

Guardi, a me risulta siano in ottimi rapporti. Probabilmente è stata una battuta, non c'è nessun problema.

Chi e quando le hanno chiesto di guidare la coalizione di centrodestra?

La prima telefonata me la fece Salvini; io ero in vacanza e quindi la cosa venne rinviata. Poi ci siamo sentiti all'inizio di quest'anno e lì mi ha parlato di questa ipotesi. La mia reazione è stata di grandissimo stupore, emozione ma anche grandissima contentezza perché per una persona che, come me, ha sempre amato lavorare sul territorio era un sogno che si avverava.

Gli osservatori politici hanno detto che, all’inizio, Berlusconi ha fatto resistenza sulla sua candidatura. Nulla contro l’uomo o il politico, ma solo per una questione di visibilità e notorietà. E’ vero?

Sicuramente io sono meno noto di tanti altri politici, perché il mio impegno è sempre stato legato al territorio: sindaco di Induno Olona, sindaco di Varese, presidente del Consiglio regionale... Finora non ho mai ricoperto incarichi che mi hanno dato grandissima visibilità. Sto comunque girando come un matto per cercare di farmi conoscere. Ho 5-6 appuntamenti al giorno e a volte anche di più.

Qualche timore arriva anche dai sondaggi. Ipsos poco prima di Natale dava Maroni (43%) in vantaggio di soli 6 punti su Gori (37%); La7 (Piazza Pulita) dice che i punti di distacco sono ridotti a 5 con lei al 42% e Gori al 37%. I sondaggi di Berlusconi invece parlano di un distacco più ampio, compreso tra gli 8 e i 10 punti. Lei crede nei sondaggi?

Credo ai sondaggi anche se non li considero Vangelo; sono sicuramente indicativi, ma negli ultimi tempi sono stati fatti anche tanti errori. Comunque meglio essere dato vincente che non il contrario.

Il leader di Liberi e Uguali non ha accolto l’appello di correre insieme al centrosinistra. Il Giornale ha sparato un titolo ironico come “Grazie Grasso”, che Gori ha rilanciato con un tweet. Questa scelta la favorisce nella corsa alla presidenza di Regione Lombardia?

Sarei falso se dicessi di no, ma io credo che queste questioni siano più legate alle tattiche degli avversari.

A sostegno della sua candidatura, al di là dei partiti di centrodestra, ci sarà anche una lista civica? Pescherà tra i consiglieri della Lista Maroni?

Ci sarà una lista civica che mi sosterrà e andrà a pescare elementi della società civile. Sarà un'eredità della Lista Maroni perché l'organizzazione è sempre in capo al professor Stefano Bruno Galli. Ci saranno però nuovi personaggi, non so se tutti i consiglieri uscenti saranno confermati in lista, forse qualcuno per sua scelta non ha intenzione di ricandidarsi.

Veniamo ai problemi. Dopo il referendum sull’autonomia, è iniziata la trattativa tra Regione e Governo. Cosa si aspetta da questo delicato e importante confronto?

Potrebbe rappresentare un cambiamento storico per il nostro territorio. La nostra gente ha la capacità di reinvestire e una maggiore autonomia è importante per scelte programmatiche e organizzative.

Lo slogan del suo principale competi tor è “Fare, meglio”. Il suo?

Il mio slogan è «lavoro» perché credo sia nelle corde dei lombardi vedere il lavoro quale principale punto, vista la loro efficienza.

Chiederle quali saranno i punti significativi del suo programma, a pochi giorni dalla sua investitura, forse, è troppo. Ma su quali temi intende puntare?

Sicuramente proseguire il buon governo degli ultimi 20 anni, degli ultimi 5 in modo particolare, quindi confermare e rafforzare le politiche portate avanti da Maroni. Cercheremo ad esempio di favorire l’accesso agli asili nido.

Cosa intende fare per la sicurezza?

Il tema della sicurezza è di competenza dello Stato, a livello regionale ci sono poche possibilità di incidere. Cercheremo di aumentare le telecamere e insistere col governo centrale per avere maggiori competenze. Sul tema dell’autonomia sono fiducioso; ci credo, è uno dei motivi per cui continuo fare attività politica. Se sarò eletto farò di tutto per convincere il governo a concederci maggiore autonomia, ovviamente sarà più facile se il governo sarà di centrodestra.

E per la questione profughi? La Lombardia ha già fatto la sua parte oppure deve continuare ad accogliere?

Lo Stato dovrebbe spiegare che tipo di accoglienza vuol dare. Dove si vogliono assistere i profughi, che lavoro si può dare loro. L’immigrazione incondizionata rischia di diventare una situazione pericolosa, che non dà soluzioni a noi e neppure ai profughi. Non ha senso dire che accogliamo tutti, è incompatibile con le nostre realtà, ci ritroveremmo nelle stesse condizioni economiche di chi sta arrivando. E’ una questione da affrontare a livello europeo; la diminuzione degli sbarchi dopo gli accordi presi in estate sta a significare che qualcosa si può fare. Bisogna affinare queste politiche.

La famiglia che ruolo deve avere nelle politiche di welfare?

Dobbiamo tutelare la famiglia; le coppie vanno messe in condizione di costituire una famiglia, non solo di andare a convivere.

Viabilità. La Lombardia negli ultimi anni ha un po’ colmato il gap delle infrastrutture. C’è il problema della Pedemontana: è un’opera da completare?

Deve essere completata così non ha senso. La rete viabilistica va migliorata e i trasporti potenziati per combattere l’inquinamento.

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Autore:cmz

Pubblicato il: 22 Gennaio 2018

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