Oli motore: come sono composti e come vengono classificati

L’olio motore è fondamentale per lubrificare gli organi meccanici e garantire all’auto e ai suoi componenti una vita più lunga. Infatti, la sua funzione principale è quella di ridurre l’attrito tra componenti meccaniche, evitandone così l’usura e il loro riscaldamento.

Inoltre, un buon olio per motori deve essere in grado di rimuovere le impurità dai circuiti, deve creare uno strato protettivo superficiale sui vari meccanismi e resistere all’ossidazione termica e a qualunque temperatura, in maniera tale da assicurare una buona lubrificazione in ogni condizione climatica.

Tali capacità dovranno essere durature nel tempo senza inquinare eccessivamente. Pertanto, un buon olio motore, dovrà anche avere un livello basso di volatilità.

Come scegliere l’olio motore

Il tipo di lubrificante adatto alla propria auto non può essere scelto a caso ma è indicato sul libretto di uso e di manutenzione della macchina.

Normalmente gli oli motore si dividono in 3 categorie: minerali, sintetici, e semisintetici. Per capire com’è fatto veramente un lubrificante, però, bisogna scavare più a fondo e analizzare la composizione.

Innanzitutto bisogna sapere che l’olio motore è una miscela bilanciata formata da una base a da un insieme di additivi. Le basi sono suddivise in 5 gruppi, così come deciso dall’API, cioè l’Istituto Americano del Petrolio. Al gruppo 1 appartengono le basi ricavate dalla raffinazione del petrolio, al 2 i lubrificanti purificati tramite l’idrogenazione di basi minerali o gas naturali, al 3 le basi trattate con il metodo di hydrocracking, al 4 quelle con polialfaolefini e al gruppo 5, infine, appartengono tutti le basi non incluse nei gruppi precedenti, come quelle che derivano dagli eteri complessi e dalle glicole.

Inoltre le basi si suddividono in due ulteriori rami. Infatti, possono essere rigenerate, cioè il risultato di processi di ri-raffinazione e ri-additivazione di oli usati, oppure vegetali, cioè derivate dall’olio di ricino come componente minoritaria o in maggioranza.

Alle basi vengono poi aggiunti gli additivi, ovvero sostanze chimiche che migliorano sia le prestazioni dell’olio, grazie alle proprietà antiossidanti e detergenti, sia il suo l’indice di viscosità e la fluidità ad ogni temperatura.

Classificazione degli oli motore

Per quanto riguarda invece la classificazione degli oli motore, la SAE – Society of Automotive Engineers, ha ideato un sistema per catalogarli a seconda del grado di viscosità.

La viscosità è la principale proprietà dell’olio, secondo la quale si possono suddividere i lubrificanti in oli d’inverno, d’estate e quattro stagioni. Questi ultimi sono i più diffusi, perché si adattano sia alle temperature fredde che a quelle calde ed evitano, quindi, il cambio dell’olio due volte in un anno.

L’olio 5w30 è tra i lubrificanti più usati del tipo quattro stagioni ed è completamente sintetico. La sigla, ideata dalla SAE, è importante per far capire come si comporta un olio motore se sottoposto alle diverse temperature. In questo caso la lettera w sta per winter, inverno, mentre la cifra prima della w indica il valore della viscosità dell’olio a temperature fredde, fino a -18°C. La cifra dopo la w, invece, è il livello di viscosità ad alte temperature, cioè fino a 100°C.

Com’è evidente gli oli motore sono delle sostanze molte complesse ma adesso dovresti aver capito come sono composti, come funzionano e perché sono così importanti per la tua auto!