Un viso senza rughe e ringiovanito di 10 anni con il lifting

È davvero possibile fermare le lancette dell’orologio e riportarle indietro di 10 anni eliminando i segni del tempo come le antiestetiche rughe. Un volto con tante rughe presenta una pelle rilassata che cade verso il basso, rovinando i naturali connotati. Purtroppo, è un processo naturale a cui tutti andiamo in contro prima o poi. Oltre a soluzioni come crema, maschere e simili, c’è anche una via più definitiva nota come lifting. Vediamo di capire meglio di che cosa si tratta grazie a questo breve articolo informativo.

Che cosa c’è da sapere sul lifting

L’operazione di lifting facciale che solleva anche collo, sopracciglio e guance spesso viene eseguita in anestesia locale quindi in regime di day hospital. Se il chirurgo dovesse disporre diversamente, si farà l’anestesia generale ma ciò implica un ricovero di una o anche due notti. Si possono eseguire altri interventi combinati con il lifting come la liposuzione o anche il lipofiller.

Come si svolge il lifting facciale

Per eseguire il lifting facciale, il chirurgo estetico a Milano pratica un’incisone lungo tutta l’attaccatura dei capelli, dietro alle orecchie e fino alla nuca. Scolla poi il lembo di pelle dai tessuti sottostanti e, se necessarie, li rinsalda al loro posto. Infatti, con il passare del tempo è facile che la muscolatura facciale abbia ceduto e con un paio di punti si mette tutto in ordine per ritrovare i vecchi connotati. Il chirurgo plastico tende bene la pelle e taglia la parte in eccesso per distenderla.

Il decorso post operatorio

Dopo l’operazione del lifting facciale è normale che il viso risulti gonfio e dolorante. Può anche presentarsi un edema di colore nero – blu che si riassorbe da solo nel giro di massimo una settimana. Bisogna indossare una maschera contenitiva per far aderire bene il derma ai nuovi contorni scongiurando il rischio di antisettici penzolii. È meglio dormire in posizione supina e con il volto sollevato con un doppio cuscino nei primi giorni dopo la procedura. Si possono assumere anche antidolorifici a patto che siano prescritti dal chirurgo.